FRANE, ALLUVIONI e CHIACCHIERE!

  Pubblichiamo quanto ricevuto dal WWF AltaMarca. Dissesto idrogeologico o perdita della memoria storica? Forse la prevenzione è un lusso che gli italiani non possono permettersi. Il file Alluvioni_giornali  allegato al comunicato del CS_08-2014 è un breve e incompleto riassunto degli allagamenti e delle frane che hanno colpito le colline del prosecco, estratto dai giornali locali, iniziando dal novembre 2011 ad oggi: PER NON DIMENTICARE   Il WWF raccomanda di fare molta attenzione alle dichiarazioni che i politici locali hanno rilasciato ai giornali, in questi anni, e ricorda ancora una volta, lo scopo del WWF: Lo scopo finale del WWF è fermare e far regredire il degrado dell’ambiente naturale del nostro pianeta e contribuire a costruire un futuro in cui l’umanità possa vivere in armonia con la natura cordiali saluti   —  ​WWF VILLORBA – GRUPPO ALTAMARCA​ Gilberto Carlotto    

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Caccia: sondaggio

  “L’Italia non ama la caccia, chiede di abolirla o ridurla e domanda più sicurezza rispetto al rischio doppiette. Questioni che non possono più essere ignorate”. Lo sottolinea la LIPU-BirdLife Italia a proposito del sondaggio sulla caccia realizzato dalla Ipsos per il  ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla. “Il sondaggio Ipsos – sostiene la LIPU – conferma pienamente, e anzi rafforza, l’immagine di un Paese che non ama l’attività venatoria, che la considera un’inutile crudeltà e che vorrebbe fortemente limitarla o addirittura, in percentuali molto alte, abolirla del tutto.  “Tra i tanti dati rilevanti del sondaggio, è bene evidenziarne alcuni: il 73% degli italiani chiede di contenere la stagione di caccia al massimo tra i mesi di ottobre e dicembre; l’82% chiede il divieto di caccia agli uccelli migratori; il 78% desidera che sia aumentato il numero delle specie non cacciabili. Dati inequivocabili, in parte già emersi da autorevoli ricerche…

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Vigneti, pesticidi e tumori: incontro 19 Novembre a Vidor

Resoconto.   Dopo Conegliano, Pieve di Soligo, ecco a Vidor il terzo incontro sul tema dell’uso dei pesticidi in viticoltura.  Una sala affollata, più di trecento cittadini, fa capire che ormai il problema dell’uso massiccio dei pesticidi nella zona del prosecco è un fatto allarmante.   Sempre più cittadini, soprattutto genitori, stanno prendendo coscienza dei pericoli per la salute che questa “fabbrica chimica a cielo aperto"  (comprendente 15 comuni, una superficie di circa  20.000  ettari di cui oltre 5.000 coltivati a vigneto)  e  che incorpora al suo interno case senza  soluzione di continuità,  può provocare.  Nella cartellina, consegnata a tutti i presenti, un articolo molto interessante che potete leggere qui, di Patrizia Gentilini.   Interventi del Dott. Gustavo Mazzi, vicepresidente dell’Associazione Medici per l’ambiente del Friuli, Venezia Giulia, di Luciano de Biasi   viticoltore, Luciano Bortolamiol responsabile del Gruppo Martin Pescatore, moderatore Gianluigi Salvador. Tanti dati: su escalation dei tumori nell’ULSS7…

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Vigneti, pesticidi e tumori

      Un argomento importante su cui riflettere.   L’uso massiccio di pesticidi, anticrittogamici, dissecanti, diserbanti ecc. non è limitato alla sola area del prosecco della Pedemontana, ma ormai, a tutta la pianura trevigiana, visto l’esplodere della coltura intensiva della vite. Non ci vogliono tante indagini per accorgersi che le nostre campagne siano soprattutto coltivate a vite e che in questi ultimi anni siano spuntati nuovi vigneti quasi come funghi. Nella nostra Provincia le aziende che praticano l’agricoltura biologica si possono contare sulle dita di  qualche mano, le altre usano solo sostanze velenose ed altamente pericolose per la salute. Di seguito l’articolo di Gianluigi Salvador, uno dei promotori dei comitati spontanei che stanno sorgendo contro l’uso di veleni nella zona del Prosecco.   AUMENTA IL PROSECCO, DIMINUISCE LA SALUTE DEI CITTADINI Il comitato di azione locale del WWF di Refrontolo riceve quasi quotidianamente segnalazioni di cittadini esasperati che chiedono…

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Amianto: un killer conosciuto fin dal 1930

Vi propongo un’interessantissima intervista con Murgia che è il Presidente dell’AIEA VBA (Associazione Italiana Esposti Amianto sez. Val Basento). Le parole di Murgia, ci conducono all’interno della lugubre storia dell’amianto: dalla nascita di questa fibra alla sua messa al bando, dalle scoperte delle patologie che procurava, conosciute in America fin dal 1930, ai colpevoli ritardi con cui l’Europa e soprattutto l’Italia, hanno preso atto della sua pericolosità. 19 minuti sconvolgenti ma da ascoltare.  Parafrasando Michele Placido viene da chiedersi:  ha fatto più vittime il bandito Vallanzasca o i nostri governanti?   Per ascoltare clicca sul bottone verde {play}images/stories/Mp3/MP558763.mp3{/play} fonte Radio Radicale ( http://www.radioradicale.it/scheda/310480?format=32) contenuto rilasciato con licenza Creative Commons attribuzione 2.5.

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L’Acqua non si vende

L’acqua oltre ad essere un bene di primaria necessità ha anche una valenza profondamente sociale, privatizzarla significa dare in mano a pochi un "bene comune"  che è elemento stesso della vita.   Questo ”Bene Comune” è proprietà di tutti, uomo o donna che sia, appartenente a qualsiasi ceto sociale, a qualsiasi razza e religione, a qualsiasi fede politica.  Perciò “L’acqua non  si vende", deve essere pubblica perché  solo l’intera comunità e non quattro privati, o qualche multinazionale, può garantire che essa possa essere disponibile per tutti. {youtube}5agO6fdYQXE{/youtube}   La nostra Associazione aderisce alla Campagna Referendaria "l’Acqua non si vende"  che si batte perchè l’acqua ritorni pubblica, non sia più una merce con la quale fare profitti. Di seguito i quesiti referendari: PRIMO QUESITO: fermare la  privatizzazione dell’acqua. Si chiede di abrogare l’art. 23 bis della legge 133/2008. L’ultima normativa in materia approvata dal Governo Berlusconi, che ha segnato un’accelerazione del…

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